PROGRAMMA
DOMENICA 14 LUGLIO 2019
PIAZZA MUZII
CUNEMAN 5TET
Pescara Jazz Club
Cuneman 5tet
14 luglio - Piazza Muzii ore 21

Fabio Della Cuna, sassofono
Jorge Ro, tromba
Francesco Di Giulio, trombone
Giuseppe Iubatti, contrabbasso
Luca Di Battista, batteria
Il progetto musicale “Cuneman Quintet” si propone di rinnovare il rapporto tra composizione e improvvisazione, con forme innovative di scrittura e ponendo l’enfasi dell’interplay al centro dell’esecuzione. La scrittura infatti suggerisce un certo grado di libertà e il momento improvvisato sarà la parte principale delle composizioni e non solo un semplice schema. La scelta del non utilizzo dello strumento armonico permette anche una freschezza armonica e melodica, che abilita e dare più libertà ai cinque musicisti. il repertorio si sviluppa attraverso un vero e proprio viaggio scandito dalle composizioni originali che lo caratterizzano.

Il progetto nel 2018  pubblica il suo primo lavoro discografico dal titolo "Cuneman" con la prestigiosa etichetta milanese UR Records.

Nell'arco del 2018 la formazione ha partecipato a importanti rassegne e festival nazionali.
il 29 dicembre 2018 il Cuneman 5et è stato ospite su Rai Radio 3 della trasmissione Piazza Verdi dove ha presentato il disco con una performance live in diretta nazionale.

Nel 2019 la formazione è al lavoro sul nuovo repertorio che vedrà la realizzazione del secondo disco nel corso dello stesso anno; la nuova formazione prevede l'aggiunta di un prezioso elemento, ovvero il trombonista Francesco Di Giulio portando di fatto la formazione a un quintetto.
SERENA BRANCALE - “VITA D’ARTISTA”
Pescara Jazz Club
Serena Brancale - “Vita d’Artista”
14 luglio - Pescara Jazz Club - Piazza Muzii ore 22

Serena Brancale, voce e pad elettronici
Alfonso Deidda, pianoforte
Dario Panza, batteria
Domenico Sanna, rhodes e synth bass
Musicista raffinata, polistrumentista allenata nelle stanze del Conservatorio, Serena Brancale ha sempre privilegiato la propria spiccatissima personalità a tutto il resto, esattamente come non fanno tutti quelli che cercano un pertugio nel successo musicale: scimmiottano quelli che credono giochino la loro causa, finendo per essere degli inutili copia/incolla di cose già sentite. E di questa diffusa e controproducente malattia, proprio ieri sera, ad Aulla, durante la maratona delle premiazioni, a voci e volti nuovi (ma in realtà vecchi, perché già sentiti) della canzone italiana, ne abbiamo avuto ampi e mortificanti esempi, con aspiranti rocker e giovanissime cantanti che ricordano, decisamente troppo, i loro beniamini già catapultati ai rotocalchi e alle trasmissioni popolari, credendo che restare anonimamente nella loro scia possa condurli fino a riva. La via musicale di Serena Brancale invece è ancora una strada rischiosamente, ma argutamente, da asfaltare, dove si sentono e si riconoscono illustri suggerimenti e contaminazioni, certo, ma sono soltanto arie, impressioni, che (ri)nascono nel suo sound, disallineato e preciso, puntualmente in ritardo, o in anticipo, se preferite, offerto con la consapevolezza di chi sa di avere numeri preziosi e carte universali da giocare a qualsiasi tavolo

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